Dalla Thailandia all’I.N.F.N. di Frascati: l’annus mirabilis di Alessandro Rosa ( IV B LSSA)

interculturainfnlogo

1 luglio 2014, ore 15. Dall’Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di Roma un aereo della Finnair si alza in volo, pronto a solcare ”altri”cieli ; tra i passeggeri, un ragazzo con una valigia piena di sogni nella testa e una di venti kg nella stiva. Ha deciso di vivere un’esperienza di studio all’estero, per provare a capire com’è il mondo lontano da casa, lontano dagli amici, lontano dai compagni di classe, lontano, insomma, dalla propria “confort zone”, dalle abitudini di sempre. Non sa cosa troverà a Mae Sot, regione di Tak, nella Thailandia nord occidentale, dove una famiglia locale è pronta ad accoglierlo come un figlio; lui sa solo che vuole mettersi in gioco, trovare se stesso, vuole sperimentare come si cresce e cosa si vince, o si perde, in un anno. A Mae Sot, la città-frontiera al confine con la Birmania, l’aria è sempre aria, l’acqua è sempre acqua, la terra è sempre terra, e il fuoco? Forse anche quello, ma brucia in modo diverso, soprattutto dentro. Perché, se si accende, non c’è stagione delle piogge che lo spenga, che ne attenui la forza, che lo contenga. Ecco, Alessandro è stato investito dal “fuoco” rovente della conoscenza, della curiosità, della mondialità. I primi passi nel suo nuovo paese non l’hanno scoraggiato, eppure la Thailandia è così distante dall’Italia, niente è lontanamente paragonabile al “Bel paese” che tutti ci invidiano, e solo noi trascuriamo. Persone, odori, colori, architetture, gusti, tradizioni, folklore, scuola: nessun’àncora a cui aggrapparsi, nessun suono o parola “amica” per cominciare un discorso. Eppure Alessandro trova nella famiglia ospitante quei sorrisi così aperti, quelle mani così pronte a sostituirsi alle parole, quei gesti così accoglienti che è sempre più convinto di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Solo qualche giorno per ambientarsi, e poi inizia l’avventura e la sfida più grande: l’inserimento in una scuola thai. I timori sono “i signori” delle novità, soprattutto se si è ragazzi, ma dipende; a volte, la gagliarda leggerezza dell’adolescenza trasforma i timori in energia pura, e allora niente può essere di ostacolo a chi vuole fare il grande salto e dimostrare che anche lontano da casa si può crescere, imparare, stringere legami forti, immergersi nel flusso vitale di altre culture. A scuola Alessandro trova un’accoglienza degna di uno degli stereotipi thailandesi più noti: la Thailandia è il paese del sorriso. Basta quello per gettare un “ponte” tra un ragazzo italiano e un esercito di 5000 studenti thai. Presentazioni ufficiali: saluti dal Principal e dallo staff di presidenza; presentazione ufficiale dei docenti e dei compagni di classe, foto di rito, una girandola di suoni dentro e fuori. Una vertigine. Alessandro sperimenta la prima bracciata nell’oceano. Dal giorno dopo in poi, a casa e a scuola, vive il lento cambiamento di pelle, comincia a muoversi, a mangiare, a ridere, a studiare come un ragazzo thai, senza dimenticarsi dei “geni” italiani che porta sempre con sé. Dubbi? Ripensamenti? Nostalgia? Voglia di casa? Probabile, ma lui è lì, e lì vuole rimanere. Comincia a seguire le lezioni di Thai, però frequenta la scuola internazionale in lingua inglese. Uno shock culturale notevole. Prime verifiche scolastiche dopo appena due mesi. Primi, grandi risultati, che lasciano senza parole docenti e compagni. E’ un genio, modello Leonardo da Vinci? E’ un ragazzo italiano, basta questo.

Ci distinguiamo ovunque; siamo testimoni inconsapevoli dell’italian insight, di quel nostro modo particolare di essere, vedere, capire, interpretare il mondo. 10 in Fisica, 10 in Matematica, 9,5 in Biologia, 9,75 in Inglese, 9 in Cultura Thailandese. Alessandro sta capitalizzando i suoi punti di forza. Ha una passione viscerale per la Fisica, già in Italia ha evidenziato spiccate attitudini per questa area del sapere. Il tempo corre in Thailandia, Alessandro non vuole trascurare nessuna opportunità, si lancia in tutte le iniziative che la scuola gli propone, dallo sport ai viaggi, ai gruppi di ricerca, a stage di meditazione nei templi buddhisti. E’ completamente assorbito dalla sua “nuova” vita, ma non dimentica di aver lasciato in Italia la famiglia e la scuola. Mi scrive spesso, mi racconta aneddoti curiosi, mi chiede di compagni e prof, dei programmi che stiamo affrontando, della politica italiana. Poi, un giorno la domanda che non ti aspetti: “ Ma se io volessi partecipare ad uno stage presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati cosa devo fare?”Confeziono una risposta di circostanza, con l’impegno a fornirgli maggiori dettagli al prossimo contatto. Stento a credere a quanto trovo nella mia posta elettronica due giorni dopo: “ Prof, mi sono informato, la scuola deve accreditarsi presso l.N.F.N., io devo presentare domanda di candidatura, allegando il mio curriculum scolastico e una lettera motivazionale. Le ho risparmiato un’ulteriore incombenza, prof! Può però parlare con il Prof. Vacca, se può occuparsi dell’accreditamento?” Seguono cordiali saluti. Da brava “scolara” faccio i compiti assegnati. Prende avvio la procedura,poi, com’è normale vengo risucchiata dalle attività scolastiche e non. Intanto Alessandro continua a collezionare successi scolastici e a coltivare il sogno di un posto allo stage estivo a Frascati nel mese di giugno 2015. Mi arrivano foto dal paese del sorriso, piene di sorrisi anch’esse. Marzo inoltrato mi rimanda in pieno la mia stanchezza fisica e mentale, ma il 21 mi dimentico di tutto. Apro la posta. Una mail della mamma di Alessandro mi comunica che il figlio ha spedito dalla Thailandia la domanda all’I.N.F.N. con annessa lettera motivazionale. “Rimaniamo in attesa di risposta,ma sarà difficile-mi dice-, le richieste sono tante (dall’Italia e dall’estero) e i posti sono pochi, solo settanta”. Archivio la mail, già sicura della risposta che arriverà. E’ fine aprile, Alessandro tornerà il 13 maggio. A scuola i compagni cominciano ad organizzare la festa di rientro, c’è un clima allegro, di attesa, di curiosità. Sarà cambiato? Si ricorderà l’italiano? Cosa avrà visto, mangiato, studiato? E mentre io e i suoi compagni lambicchiamo risposte, Alessandro, un giorno, mi conferma quello che già immaginavo: “Proooooof! Andrò a Frascati dall’8 al 14 giugno. Sono molto contento!” E la sua famiglia? E io? E tutti i suoi prof? E la nostra scuola? ORGOGLIOSI di avere come figlio e come studente un ragazzo così brillante, così motivato, così aperto a tanti stimoli culturali, così capace di vivere in Thailandia, ma di saper progettare uno stage in Italia, di saper sintetizzare in un anno una “vita” ben spesa, esemplare. Alessandro è tornato dalla sua bella famiglia, è tornato a scuola per salutare i compagni,i professori e la Preside. Ma poi è ripartito, spinto dal quel “fuoco” rovente che gli ha illuminato la strada per Frascati, dove ha vissuto per una settimana a stretto contatto con l’eccellenza italiana, costituita da docenti, ricercatori, tecnici e giovani studenti che sognano un mondo “nuovo”, tutto da costruire. Il suo gruppo di studio si è occupato di Bio-nanotecnologie, studi di biocompatibilità sui nano materiali e microscopia elettronica sulle cellule. I lavori hanno avuto per oggetto la creazione di nanotubi di carbonio (un allotropo del carbonio) per la costruzione di un sistema di veicolazione dei farmaci con microscopia elettronica, attraverso un SEM ( microscopio elettronico a scansione). Alessandro, insieme al suo gruppo di studio, ha lanciato “uno sguardo al futuro” per le possibili applicazioni delle nanotecnologie, soprattutto in campo medico. A Frascati, Alessandro ha vissuto “un’altra Thailandia”, ha fatto altre bracciate in un oceano ancora più vasto. E’ tornato a casa con gli occhi e la mente rinnovati e pronti a scrutare nuovi orizzonti. Sembra tutto così semplice, così replicabile. Ma ci vuole coraggio, ci vuole passione, bisogna coltivare sogni, bisogna essere “irrequieti”, come diceva un certo signor Chatwin. Alessandro ha scoperto il segreto del viaggio, e con il viaggio il piacere di scoprire, sapere, cambiare. A voi che avete letto, a tutti coloro che credono in un nuovo umanesimo, l’augurio di aver trovato nell’annus mirabilis di Alessandro ( e di tanti nostri studenti capaci e brillanti) uno stimolo per continuare a seguire la strada maestra della conoscenza.

Prof.ssa Ilaria Gardin
Referente scambi internazionali IIS “G.MARCONI”

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