“Youth on the move”: il sogno americano di Fabio

intercultura articoloNome: Fabio. Cognome: Gabriele. Anni: 16. Classe: IIIA LSA. Segni particolari: una “voglia” nel cuore a stelle e strisce. Sì, perché Fabio è un adolescente che ha fatto una scelta importante: partecipare al bando di concorso promosso da Intercultura per vincere una borsa di studio all’estero e una scommessa con se stesso. Risultato? La borsa di studio è sua, come la mèta - la sua scommessa - da sempre sognata e pronta ora a diventare una realtà: un anno a scuola negli Stati Uniti.

I sogni sono desideri e i desideri si trasformano in viaggi, capaci di far volare giovani studenti a migliaia di km da casa, in paesi che fino ad ora avevano visti stampati su planisferi o su mappamondi. Ma c’è chi, come Fabio, il mondo non vuole più vederlo da lontano, vuole “sentirlo”, vuole “respirarlo”, vuole “conoscerlo” nei suoi risvolti più nascosti ed autentici, che poco hanno a che fare con le pagine patinate di accattivanti depliants in bella mostra nelle agenzie di viaggi.

Fabio si appresta a vivere un’esperienza unica, che richiederà grande coraggio, spirito di adattamento, desiderio di mettersi in gioco per scoprire realmente se stesso, le proprie capacità e maturare un’idea di mondo che a volte supera la visione limitante e limitata di noi adulti. Ha iniziato il percorso di formazione con i volontari di Intercultura, che durerà fino al mese di luglio, per prepararsi al grande volo, per saggiare la solidità delle proprie “ali” e perdisporsi a far entrare il mondo dentro di sé, imparando gradualmente a decentrarsi. Fabio ora sta venendo a scuola con una luce diversa negli occhi, ogni suo sguardo è una conferma di quella scelta e di quel sogno che ha coltivato in silenzio, ma che adesso si manifesta apertamente ai suoi compagni, ai suoi docenti e a tutti coloro che lo conoscono. Fabio appartiene ad un “esercito” di costruttori inconsapevoli di pace, giovani tra i 15  e i 17 anni che superano i limiti delle nostre paure globalizzate per dimostrarci che nel mondo ci sono ampi margini per sconfiggere  pregiudizi e stereotipi. Sono 1800 i ragazzi italiani che ogni anno lasciano la loro “confort zone” per studiare all’estero, con il solo e unico desiderio di sentirsi parte di quel mosaico unico che è l’umanità, che a volte dimentica di essere una nella molteplicità. Noi, come comunità educante, dobbiamo essere orgogliosi di questo nostro “ambasciatore” perché porterà con sé negli USA non solo la propria storia personale, ma anche quella della nostra scuola e del nostro paese, per condividerla con la comunità ospitante che lo inserirà come membro attivo nella scuola e nel tessuto sociale di quel meltingpot originale che è la società statunitense.

Fabio, nel suo piccolo, sta realizzando il grande obiettivo di “Europa 2020”, che è quello di raggiungere una percentuale doppia di quella attuale in fatto di mobilità studentesca, questo perché l’Europa ha compreso il potenziale umano, esperienziale e culturale insito nella mobilità studentesca internazionale, la sola( forse) capace di annodare fili, cucire strappi, avviare e sostenere dialoghi di pace e  di fratellanza in un mondo che troppo spesso fa i conti con le paure e troppo poco con la gioia e la positività che viene dalla sua popolazione più giovane ed entusiasta.

E allora Fabio, in bocca al lupo! Rendi questa esperienza autentica, sappi vivere una vita in un anno, non dimenticarti da dove sei partito, ma sappi guardare sempre più lontano, perché il mondo ha bisogno della tuo coraggio e della tua voglia di cambiarlo per renderlo il “migliore dei mondi possibili”.

Il nostro istituto sta avviando il processo di Internazionalizzazione anche attraverso la mobilità studentesca, sia in termini di invio che di ospitalità. Sono ormai sei i ragazzi che sono partiti in due anni e quattro quelli ospitati; la nostra comunità scolastica si “veste” di nuovi colori , “vive” di nuovi orizzonti, dalla Svizzera alla Thailandia, dall’Honduras agli Stati Uniti, al Brasile e si “meticcia”, come piace dire a Duccio Demetrio, con le culture “altre” del mondo  per nutrirsi, cambiare ed ampliare la propria weltangschauung.

Prof.ssa Ilaria Gardin, Referente mobilità studentesca internazionale                 

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