Moudgill Navbharti: la mia vita in versi

navbhartVorrei raccontarvi una storia. La storia di Navi. Il suo vero nome è Navbharti, una ragazza indiana di 19 anni, arrivata in Italia a luglio dello scorso anno con la madre, il fratello e una sorellina per ricongiungimento familiare: il padre vive e lavora nel nostro paese da più di dieci anni.
La sua “prima” vita era popolata da suoni, colori, profumi, sogni, progetti, naturalmente indiani; poi, come tanti uomini e donne in questo nostro villaggio globale di nomadi, ha compiuto “il viaggio” che l’ha catapultata in un paese con altri suoni, altri colori, altri profumi, popolato da persone diverse, con sogni e progetti diversi.
E’ iniziata così la sua “seconda” vita, parte della quale condivide con noi, qui, nel nostro Istituto, nella classe IIBLSA. Il suo arrivo a settembre è stato accolto con quel “carico” di curiosità e diffidenza che caratterizza gli incontri tra culture differenti. Ma Navi ha dettato il ritmo dell’integrazione ai suoi compagni e a noi docenti, che abbiamo colto subito le straordinarie qualità umane e intellettive di questa giovane donna. I mesi hanno scandito la sua progressione nell’apprendimento della lingua italiana e, di conseguenza, dei contenuti disciplinari proposti. Navi non ha mai accettato nessuno “sconto” di programma, nessuna sottrazione o percorso facilitato. Ha studiato sodo, tra terribili mal di testa e scoramenti, uno studio intenso, fatto di ore notturne insonni per comporre pensieri in una lingua nuova, complessa, difficile. Ma nel corso dell’anno, gli occhi neri di Navi si sono rischiarati di una luce abbagliante; già da dicembre ha cominciato a formulare frasi sintatticamente corrette, a utilizzare parole appropriate al contesto, anche còlte. Non potevo di certo immaginare, aldilà dell’energia intelligente che la anima, che Navi, nel chiuso della sua piccola stanza, fosse alle prese con un racconto di sé “in versi”, fino a quando non mi ha presentato sulla cattedra un testo che riporterò di seguito e al quale ho dovuto apportare solo alcune piccole correzioni. La gioia di Navi è la mia gioia e di tutti quelli che hanno imparato a conoscerla e ad apprezzarla. Ora la sua vita è fatta di sfide e piccole-grandi conquiste quotidiane che compongono il quadro di un’esistenza che vuole essere vissuta al meglio, anche se a migliaia di km da “casa”. Navi è un “progetto” di vita, un modello per tutti coloro che per motivi diversi vivono la sradicamento dai paesi d’origine e ricominciano altrove a mettere “radici”. Navi è tutta in questi versi, forse acerbi, ma senza dubbio veri.

Ilaria Gardin

La vita è difficile
Ma gestirò le situazioni
Con la forza che ho nel cuore.
Le persone mi scoraggiano,
ma io penso al mio bene e al
bene degli altri.
Farò quello che voglio,
col tempo, senza temere
il giudizio.
Ho una famiglia meravigliosa
Che mi dà la forza di guardare
Avanti.
Alcune cose sembrano impossibili
Da fare, ma io so che niente è impossibile.
Se ognuno di noi avesse un progetto di vita
Raggiungerebbe il proprio scopo con successo.
Le “prime” volte sono tutte difficili,
cerchiamo di fare il nostro meglio,
di raggiungere la nostra mèta,
il cammino è lungo,
come la vita.
Sono tanti i paesi del mondo
Da attraversare,
ma una cosa non cambia mai:
ciò che sentiamo giusto per noi.
Ho la mia personalità,
ho un cuore parlante,
ma i limiti mi stringono,
mi rallentano.
Voglio rompere le catene:
ognuno di noi ha un fascino diverso e unico.
La vita non è facile come sembra,
dentro c’è un impegno, uno sforzo
che devo affrontare per guadagnarmi
la mia parte di felicità.
A volte mi sento debole,
ma devo ricordare a me stessa
che sono forte, gentile
perché so l’importanza della vita,
dell’amicizia, dell’amore.
Io sarò sempre cosi:
una donna serena.
Affronterò le sfide,
sceglierò,
andrò incontro al mio destino.
So già che sbaglierò, ma l’errore
Mi insegnerà a correggere
Il futuro e a vederlo migliore.
A volte mi sento “rotta”
Come uno specchio.
Vorrei un po’ di pace, di silenzio
Per pensare.
Allora sento il vento intorno
Alle mani, il sole
Mi dà la luce per brillare come una stella,
il sorriso rinasce dalle mie labbra,
l’anima dice: lavora sodo, dai!
Posso farcela ad avere
La vita che voglio.


Navbharti Moudgill

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